4 Aprile 2013

Aprimi l’ombrello sotto l’intemperia.
Prendimi la mano quando attraverso la strada.
Accanto a me se cammino, davanti a me se corro.
Siediti sul mio letto quando dormo, e carezzami la testa.
E se piango fai che rida, e se rido ridi con me.
Non farmi sentire che non ci sei, neanche per un attimo.
Lo so che tutto mi hai perdonato ed i miei errori ti son costati sudore e dolore.
Ma non ho pensato mai di non amarti per un solo momento. Mai. Ora sono più felice. Grazie babbo

Luciano Nistri

a

 

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L’illusionista ( l’alchimista )

Sono l’alchimista, quello che tocco diventa oro alla tua vista.
Ma io nascondo piombo, e anche se osservi bene
tu vedi quel che io voglio tu veda.
Le mie mani sono agili
come i mei occhi
che corrono veloce alla ricerca dell’attimo fuggente
che alla tua vista…non fa vedere niente.

Sono quel che tu vuoi ch’io sia,
il matto, il clown, il saggio, l’equilibrista,
colui che ti lascia in bocca il riso
e dentro tanto o niente,
stupido, sciocco, colto, intelligente.

Serve anche questo nel vorticoso andare della vita
che fugge come fiume verso il mare
scivola via veloce poi scompare.

Sono l’illusionista,
vendo sogni per nulla
per dar felicità per una sera
per restare poi da solo a meditare
su quanto sia stato sciocco quel giocare.

Con te, con me, con tutti, con la vita
ho bruciato i polpastrelli della dita
per fare tanto calore dalla neve,
per essere fra i primi della lista.

In cima alla classifiche degli uomini,
insieme a tanti che non vedo qui,
per darti tutto l’oro che ho nei guanti
e l’indomani a mani nude senza nulla
rimboccare su le maniche e andare avanti.

Io non son solo,
siamo tanti illusionisti che quando viene buio
corrono con le mani come pazzi per far giorno,
con quella poca luce che hanno intorno.
E come un bel dono la distribuiscono a chi ha bisogno
perchè la vita bella o sfortunata…sia diventata in fondo almeno un grande sogno.

Luciano Nistri

Manii

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… : … !

“Se la pace esiste mostramela o indicami la via per raggiungerla. Io sono sicuro di non averla mai incontrata ne sfiorata. Troppo grave è il peso che leggo negli occhi di chi soffre. Non vi è pace alcuna per l’uomo che ama”.

Marcus Harhael

 

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8 anni

Ogni ricordo bello permette alla tua vita di essere, di pulsare dentro di me in un’altra dimensione.
Così essa continua e ti parlo e ti ascolto.
Sono certo anche se non trovo le parole che è e sarà così.
Intanto stringiamoci nell’abbraccio indissolubile tra padre e figlio.

04 Aprile 2012

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19 Marzo

‎Tre viole ed un tralcio d’edera, colti sul ciglio davanti al camposanto.
A te basta cosi, perche’ questo avresti voluto anche in vita.
Cose umili ma sentite perche’ da umile stirpe venivi.
Tante le cose che mi hai insegnato: l’onore, la dignita’,l’amore, la benevolenza, e te ne sono grato Marcello.
Ma l’umilta’e’ quella cosa che non ho preso da te e mi rammarico.
Non e’ tardi per dirtelo perche’ sei qui dentro di me e ascolti ogni mio pensiero.
E sai che non scordo mai le nostre brevi, ultime conversazioni.
Le parole più grandi del padre al figlio quelle che mi dicesti.

Ciao. Luciano

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L’ALBERO E L’INIZIATO

L’ALBERO E L’INIZIATO

pubblicata da Luciano Nistri il giorno domenica 11 dicembre 2011 alle ore 19.58
 

Avete mai, fratelli miei, paragonato un albero ad un iniziato?
Io ci ho provato, come un albero , alzando le braccia e gli occhi al cielo.
Un albero ha radici ben solide, piantate nella terra dalla quale trae nutrimento.
Un fusto prima esile, che diventerà robusto negli anni.
Ogni intemperia lo piega, difficilmente lo spezza o lo sradica. La pioggia gli è avversaria all’inizio, lo bagna sulla chioma che si flette sotto il peso. Il vento lo fa oscillare ma l’albero ritorna dritto o prende la forma nella quale il vento potrà solo carezzarlo. Ha i rami protesi al cielo e le sue foglie cercano sempre la luce.
D’inverno perde le foglie e muore a sè stesso; prende forza nei rigori della stagione e rinasce di nuovo a primavera, più bello e folto di prima. Da ora in poi la pioggia sara’ il suo nutrimento e non temera’ più’ di essere bagnato.
Cosa dona un albero?
L’albero, alla vista, dona la gioia di essere osservato nella sua bellezza.
Al viandante offre ristoro con la sua ombra nell’estate.
Agli uccelli offre i rami per poterci fare il nido.
I fiori alle api per il polline, i frutti all’uomo per sfamarsi e dissetarsi.
Ossigeno all’aria, necessario alla vita.
Legna da ardere con i suoi rami secchi.
Non me ne ero mai accorto.
Io mi sento un albero.

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” La penna lascia il segno ”

E’ successo troppe volte, che la penna indugiasse sopra il foglio, pesante, come se le parole che andavi a scrivere fossero qualcosa di poco interessante.
Le dolorose carte che hai marcato nel passato quando tutto il tempo in fronte era tanto, luminoso e spensierato.
Invece son parole che han lasciato un segno nel percorso di un cammino palustre e dissennato, dove solo la tua firma sopra un foglio acquista quel valore che non ha e ormai è segnato.

Mi son chiesto spesso se solo le parole in poesia abbiano un vero senso.
Quello di inviare in aria il sentimento e farlo arrivare al cuore di chi legge.
E allora sì, ecco la magia della scrittura, quando la penna scivola da sola e vola via.
Scriver pagine d’amore ricche di sentimento,
nell’impeto di fermare un pensiero fugace per paura che se ne vada al vento.
Ecco che la penna ora corre a cento all’ora, ha preso la buona vena quella che arriva al cuore e lo ristora.
Ossigeno nel sangue mio! forza che esplode dall’inchiostro ! per dichiarar che le sole parole che hanno conto
son scritte per amore, per il nostro!

Luciano Nistri, 16 novembre 2011

 

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Gocce di pioggia su di noi

Baciarsi sotto la pioggia è qualcosa di straordinariamente romantico…è come se cielo e terra sigillassero magicamente quell’istante tanto da renderlo speciale.
Il primo bacio di una grande storia d’amore è qualcosa che resta inciso nella mente e nel cuore dei due innamorati e ogni volta che lo si ricorda si sente un brivido lungo la schiena che fa emozionare e fa ricordare quel momento.
Ed è così che un giorno qualunque diventa un giorno speciale, diventa un giorno in cui ha avuto inizio ‘la storia d’amore’, la nostra storia d’amore. Non una qualunque storia…ma la Storia d’Amore, quella vera, quella unica, quella che cambia la vita!
E ricordi che lui era davvero così come lo si era conosciuto; che era davvero speciale e gentile; che era un Uomo che fino a quel momento pensavi non esistesse davvero, e invece era lì, era lì che mi teneva tra le sue braccia….
Era lì coi libri e un cd preso per me e una lettera scritta con tutto l’affetto che in quella occasione era consentito esprimere.
E ricordi esattamente com’era vestito…ricordi che prese la giacca la levò e la mise sopra le nostre teste per riparaci dalla pioggia quando uscimmo dal quel barettino a pochi passi dalla collina…e ricordi esattamente l’attimo esatto in cui le sue labbra si posarono sulle mie labbra …
Finalmente quel bacio…

-”la pioggia lavo’ il nostro incedere incerto, ed i nostri intenti insicuri e quando ci abbracciammo la prima volta ti gettasti su di me per darmi e cercare la certezza da tanto sperata. Il nostro vivere su di un filo fra vivere o vegetare si spezzo’ in quel momento e lo sentii slacciarsi sotto di noi, sotto l’acqua ed il bel cielo nero di Lombardia di marzo.

La linea del sogno era rotta, la realtà in bilico.
il ritorno fu pieno di speranze, come deve essere, e il tuo conforto così presente da presagire che avessi sognato ciò che credevo, che desideravo e agognavo da tempo, e che non credevo ancora al consacrarsi del vivere.
Tutto si è rivelato.
E tutto si deve rivelare. Non una sola parola che riveli il presente.
Esistere, esistere, vivere giorno per giorno, stupire, meravigliare, amare, dare tutto sè stessi fino in fondo, al finale evanescente che ci porterà in alto, sulle cime degli alberi, sul fluire di fiume, tempeste di oceani e faville di fuoco su ogni candela e su ogni focolare. Faville quando tutto brucia solo le faville volano al vento.
Ed io sono, sarò lì amore per te, ed ogni volta che mi cercherai sarò fuoco, acqua, o vento ed ogni fiore dalla terra che raccogli sarò lì.”-
(
Luciano )


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La Mela

    LA MELA

 Come la mela son cascato,

dal melo, senza esser maturato.

La mano che mi colse non fu saggia

la mela la si guarda.. se l’è verde non s’assaggia!

Son caduto fra le mele marce dopo un morso

quelle che dopo la si butta…senza arrivare al torso.

Nel mucchio come tante

rosse, verdi, marce o brutte, quelle col baco dentro e quelle senza,

alcune con la scorza dura, altre ancora belle piene di polpa sana e dura.

 I frutti rossi son restati, quelli più maturi e rubicondi

ed anche quelli gialli, piccoli, robusti e belli tondi.

 Son finito lì dentro quel mucchio

destinato ad una brutta marmellata

o peggio ancora un metro sotto terra

sporca, nel buio per l’eterno sotterrata.

Mi spiace perché stavo bene sul mio ramo

è stata davvero una stronzata

ho appena visto il sole e ho detto “ t’amo “

e sono morta, senza esser maturata.

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Cellulari in Paradiso

       

  Mio Signore, spiegami perché di cellulari in Paradiso non ce n’è.

 Se è vero che in cielo nulla manca, che il cieco vede, il muto parla,

ed allo storpio tu gli rendi l’anca,

spiegami come mai qui in terra abbiam la Wind con 1 tacca stanca.

e la Tim con 5 o 6. 

La Wind con Totti per amico 2 e

                                                       la 3 con anche la video-chiamata

mentre siamo a zero tacche in Paradiso fra gli Santi e gli Dei e la Beata.

Siamo andati sulla Luna nel ’69 e nel 2003 anche su Marte,

abbiamo visto tutto alla tv, parlato con John Armstrong da Selene,

e in cielo fra i pianeti e fra le stelle, solo qualche contatto e neanche bene!

Un medium di mezza tacca ci ha già detto che gli spiriti bisogna chiamarli

col piattino , un sistema un po’ antiquato e innaturale, acqua e sapone…

molto meglio chiamarli con il Nokia, con l’ Iphone o lo Smartphone.

Voglio parlare in chat con San Pietro che mi spiega

che, delle chiavi, in Paradiso, un se ne fa una sega!

“ Mi passi Napoleone per favore? A Waterloo facesti una cazzata! “

E lui che mi risponde divertito facendosi una gran bella risata.

“ Pronto che sei Tognazzi ? O indò tu sei ?”

“ A divertirmi – mi risponde lui – un’abbuffata con Amici miei! “

“ Io sono il Duce e se ero vivo di cellulari ne davo a piene mani, ai Libici fascisti,

agli Abissini e agli Italiani! ”

“ Io son Fantozzi e faccio il ragioniere sottoposto a Dio anche se in effetti qui comando io! “

“ Son Berlusconi e vorrei dare un Motorola in mano ai comunisti, che stanno lì a sedere coi

fascisti, un Nokia vecchio a tutti i radicali di Pannella e per la par-condicio ai socialisti.

Un viva-voce a quei democristiani come Andreotti ed Amintore Fanfani.

E un cord-less a quel Di Pietro, l’ignorante , giusto per poter dirgli – lestofante!

A Fini -un vaffanculo- con un Samsung  ed un finocchio fresco a Nicky Vendola su

Facebook,  un cellulare cinese per Bersani per favorir l’emigrazione agli Italiani.

“ Sono Santoro e chiamo Berlusconi e con Travaglio chiamo dall’inferno, ti voglio dire che

non è finita, quando esco di qui , giuro ti do un cazzotto sullo sterno! “

 Voglio informare la Beatrice e Dante, e raccontare del ’66,

che pare ieri, l’Arno dette di fuori e tu non c’eri!

 A Malaparte glielo voglio dire, che dalla tomba sullo Spazzavento

si vede la vallata come dice e se si vuole ci si sputa dentro!

Un telefonino a tutti, anche a Gesù dentro al presepio,

per raccontargli di Gerusalemme,

di quanto ci hanno rotto con le guerre,

i crocifissi, Allah e le promesse terre.

 Alla mi’nonna sorda….nulla

perché ai diti la ci avea l’artrosi e non ci sente,

al Nonno un bell’usato con i tasti grossi esosi

perché alle mani avea l’osteoporosi.

 In Paradiso vorrei passarci anch’io

in moto con un rombo squinternato

e prima di scendere agli inferi mio Signore

fammi fermare un’ora, per favore.

Voglio parlare col vecchietto mio,

tenerlo per la mano bene stretto

dirgli che mi manca come il nido all’uccello

dirgli quello che non gli avevo detto

il bene del mio mondo sta costì ,

sei caro ed adorato mio Marcello. 

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